Perché LinkedIn non funziona più come prima
Sempre più aziende e professionisti hanno la stessa sensazione:
“LinkedIn non funziona più come una volta.”
I post fanno meno visualizzazioni, l’engagement è incostante, i contenuti sembrano perdersi nel feed. Ma il problema non è LinkedIn.
Il problema è continuare a usarlo come prima.
Negli ultimi anni la piattaforma è cambiata profondamente, non solo a livello di algoritmo, ma soprattutto a livello di comportamento delle persone.
LinkedIn non è più una vetrina, ma uno spazio di relazione
Per molto tempo LinkedIn ha premiato contenuti informativi, professionali, spesso impersonali.
Oggi non basta più “dire cose giuste”.
Le persone non entrano su LinkedIn per leggere brochure aziendali travestite da post. Entrano per:
-
capire chi c’è dietro un brand
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riconoscersi in un percorso
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trovare contenuti che parlano al lavoro reale, non ideale
LinkedIn oggi è uno spazio di relazione, non di esposizione.
Il contenuto “corretto” non genera più attenzione
Molti post sono perfetti dal punto di vista formale:
-
ben scritti
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tecnicamente corretti
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coerenti con il brand
Eppure non funzionano.
Perché?
Perché non dicono nulla di vissuto.
Il feed è pieno di contenuti che “spiegano”, ma pochissimi che raccontano.
E il racconto, oggi, è ciò che crea attenzione.
L’algoritmo segue le persone, non il contrario
Spesso si attribuisce tutto all’algoritmo.
In realtà, l’algoritmo ha fatto una cosa semplice: ha seguito il comportamento degli utenti.
Le persone:
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leggono meno contenuti autoreferenziali
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interagiscono di più con post sinceri
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salvano contenuti che aiutano davvero
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commentano quando si sentono coinvolte
LinkedIn ha smesso di premiare la frequenza e ha iniziato a premiare la risonanza.
Il problema delle aziende: parlano troppo di sé
Molte aziende continuano a comunicare come se LinkedIn fosse una sala conferenze.
Risultato:
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messaggi unidirezionali
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linguaggio distante
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zero conversazione
Oggi invece funziona chi:
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mostra processi, non solo risultati
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racconta decisioni, non solo successi
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dà voce alle persone, non solo al logo
Non è una perdita di autorevolezza.
È un guadagno di credibilità.
Non è cambiato solo LinkedIn. È cambiato il lavoro.
Un altro aspetto spesso sottovalutato:
il lavoro è diventato più instabile, più fluido, più complesso.
Le persone cercano su LinkedIn:
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orientamento
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confronto
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senso
-
esperienze simili alle proprie
Chi continua a comunicare come se tutto fosse lineare e sempre positivo crea distanza.
Essere umani non significa essere improvvisati
Un errore comune è pensare che “più umano” significhi “meno strategico”.
In realtà è il contrario.
I contenuti che funzionano oggi sono:
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pensati
-
coerenti
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allineati a una visione
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ma scritti in modo naturale
Non sono sfoghi, né storytelling forzato.
Sono contenuti consapevoli.
LinkedIn non ha smesso di funzionare. Ha cambiato linguaggio.
La verità è semplice:
LinkedIn non è diventato meno efficace. È diventato più esigente.
Premia chi:
-
sa ascoltare prima di parlare
-
ha qualcosa di reale da condividere
-
accetta di mostrarsi senza maschere
Chi continuerà a comunicare come prima continuerà a ottenere gli stessi risultati di prima.
O forse meno.
Chi invece accetterà il cambiamento troverà su LinkedIn uno spazio ancora potente.
Ma diverso.
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